ELENA VA IN CAMPAGNA….CON LA SANITA’

Illustrissima Assessore Gentile,

ho attribuito valenza positiva alle sue iniziali sortite, presso presidi ospedalieri che necessitavano di attenzioni, ma ora non posso non rilevare che mi sbagliavo e che sono mancate azioni conseguenti. Mi riferisco alla sua consolidata disattenzione nei confronti di un territorio intero, quello della provincia Barletta Andria Trani e, per quello che, ai danni di questo territorio, si é consumato o, al contrario, non si é procurato. Quello che qui é accaduto non può ritenersi riparato dall’assegnazione di una preziosa apparecchiatura radiologica al presidio ospedaliero di Barletta. Ciò è cosa buona e della quale Le rendiamo il giusto merito ma, purtroppo, le cose non vanno per niente bene e le strutture operative sono in una situazione disperata e vanno, non lentamente, verso il collasso.

Il riordino della rete ospedaliera, sin dalla sua approvazione, ha visto penalizzato questo territorio con l’ingiusta assegnazione di un numero di posti letto di gran lunga inferiore allo standard applicato nelle altre Asl pugliesi. Questa penalizzazione fa si che gli ospedali reduci dalla drastica e ingiustificata cura dimagrante, cioè Andria Barletta e Bisceglie, con gli attuali posti letto, siano sempre pieni come un uovo e non riescano a soddisfare le richieste di prestazioni sanitarie che giungono dal territorio (ed oltre), rischiando di scoppiare da un momento all’altro.

Abbiamo assistito in questi mesi alla perdita di tempo e di energie per la creazione di un improbabile “Dipartimento Materno-Infantile” tra due reparti di Asl diverse, Canosa e Cerignola, solo per metterci a capo un Compagno, che avrebbe perso l’incarico con la chiusura dell’Ospedale di Canosa. Ci si è accorti poi che la strada più facile era quella di trasferirlo a Barletta, dove il primario andava in pensione. Tutto ciò, naturalmente, dopo aver speso fior di milioni nella ristrutturazione del reparto a Canosa, dove ora l’Ospedale si avvia tristemente verso la reale chiusura, sotto le mentite spoglie di plesso dell’Ospedale di Andria. Così come si è chiuso Trani, divenuto plesso di Bisceglie e come sono stati chiusi Minervino e Spinazzola divenuti plesso di nessuno.

Ma queste, si dirà, sono cose risapute, opinabili e contestabili, perché comunque si doveva chiudere e “razionalizzare”. Benissimo, ma in quale situazione ci siamo andati a cacciare? Dal punto di vista delle attrezzature evitiamo di parlarne: si procede con una lentezza pachidermica, che siano riparazioni o sostituzioni. Per quel che riguarda la capacità di posti-letto, Barletta è piena e pur essendo la struttura più nuova non vi entra più niente. Situazione simile per Bisceglie. Andria, con il suo Ospedale Bonomo, si trova nella situazione più drammatica: qui, che possono essere riattivati numerosi posti letto, si procede con estrema lentezza – ma anche, per la verità, per non arrecare eccessivi disagi, visti quelli che ci sono – alla ristrutturazione del Pronto Soccorso e del sesto piano liberato dalle sale operatorie e del SIT. Questa situazione è ancor più grave se si considera che Andria è presidio dedicato alla “Emergenza-Urgenza” ed è riferimento di un’area molto più ampia della sola Asl. A tal proposito, non avere tutti i sette letti operatori a disposizione di eventi particolari è un danno potenziale enorme per tutti i cittadini pugliesi.

La situazione del personale, grave in tutta la Asl, precipita quando si esamina quella dell’Ospedale di Andria. Nella distribuzione di nuove assunzioni, infatti, l’Assessorato regionale alla Salute non ne ha attribuita nessuna alla Asl Bat. Fatto grave che rende ancor più sperequata, come per i posti letto, la situazione complessiva del servizio salute ai cittadini. Vendola e Gentile hanno deciso che si debba essere puniti. Perché mai?

Affinchè gli operatori possano riprendere a operare senza affanno, l’Ospedale Bonomo avrebbe bisogno di almeno una settantina di unità di personale infermieristico ma, ammesso e non concesso che ciò accada, ciò non sarà sufficiente perché quasi tutte le strutture sono prive delle figure apicali.

Può funzionare un presidio per l’Emergenza-Urgenza SENZA PRIMARI nei servizi fondamentali? Vediamoli: Pronto Soccorso, Neurochirurgia, Chirurgia Generale, Cardiologia, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia, Medicina Trasfusionale, Otorino (brutalmente decapitata). E la Neuroradiologia interventistica, è sparita? Perché si continua a mantenere in altro presidio la Stroke Unit, che è ragionevolmente tutt’uno con Neurochirurgia e Neurologia, reparti che invece sono ad Andria? Qui la politica sanitaria regionale ha dato il peggio di se.

Un Ospedale allo sbando e personale perennemente sotto pressione! Quale servizio può dare al cittadino? Senza parlare della surreale storia del nuovo Ospedale che potrebbe riequilibrare il numero dei posti letto e la qualità dei servizi.

L’assessorato Gentile, se non vi sarà un’immediata inversione di tendenza, passerà alla storia perché caratterizzata più come gestione “materialmente politica” che non come “politica sanitaria coerente”. Buon fine campagna elettorale, assessore Gentile.

Nino Marmo

Vice Presidente del

Consiglio Regionale della Puglia

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