Presentata una interrogazione a risposta scritta su “Canoni demaniali marittimi. Applicazione Legge 147/2013″.

Prot. n.  50                                                                            Bari, 15 aprile 2014

Al Presidente del

Consiglio Regionale

S E D E

Oggetto: canoni demaniali marittimi. Applicazione Legge 147/2013.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Premesso che:

  • da diversi anni è stato avviato un contenzioso, promosso da vari concessionari di aree demaniali marittime del comune di Bari, per lo più ristoratori, che a decorrere dall’anno 2007, a seguito dell’entrata in vigore della Legge 296/’06, hanno visto decuplicare improvvisamente gli importi richiesti a titolo di canone demaniale annuale, anche in caso di concessioni in corso;
  • la legge di stabilità 2014 (L. 147/’13) ha previsto la possibilità di definire dette controversie giudiziarie pendenti, attraverso il riconoscimento come dovuto dell’importo pari al 30% del richiesto (oppure del 60% nel caso in cui il concessionario anziché pagare in unica soluzione avesse optato per una rateazione in sei anni);
  • quasi tutti i concessionari, quindi, hanno avviato il procedimento di definizione ex lege, che si sostanzia in una transazione disciplinata dalla legge, tra gli stessi concessionari, il Comune di Bari e l’Agenzia del Demanio, enti deputati al procedimento di definizione dalla stessa legge;
  • a transazione, in sostanza, conclusa la Regione Puglia – Settore Demanio, con nota protocollo n 5140 del 28/03/2014, ha praticamente bloccato i procedimenti di definizione e rischia di far saltare le transazioni, con ogni conseguenza anche per la Regione Puglia, oltre che per i concessionari, vanificando in parte l’agevolazione prevista per la definizione del contenzioso;

Osservato che:

  • la problematica  in questione riguarda, in buona parte dei casi, la sussistenza in vita di attività economiche importanti per la città di Bari, specie in questo frangente di crisi del sistema produttivo;
  • i procedimenti avviati dai sopradetti concessionari, hanno visto negli anni coinvolti in prima linea il Comune di Bari, l’Agenzia del Demanio, la Capitaneria di Porto, i concessionari stessi, gli avvocati dei concessionari, gli avvocati del Comune, gli avvocati della Regione, l’avvocatura dello Stato, il Tribunale, i vari Giudici, nel 2009-2010 le Sezioni Unite della Cassazione, i comitati nazionali “di sopravvivenza” dei concessionari;
  • grazie alla possibilità concessa dalla la legge di stabilità 2014 (L. 147/’13), si era giunti alla definizione transattiva, in maniera alternativa ad una sentenza, ma con la medesima efficacia giuridica, così come previsto dalla stessa legge di stabilità 2014 all’art. 1 co. 732 e 733.

Considerato che:

  • Ø alcuni dei concessionari interessati al contenzioso, attraverso il proprio legale, mi hanno investito della questione per richiedere un mio intervento in merito alla decisione assunta dall’Ufficio Demanio Marittimo;
  • Ø in pratica nella sopra richiamata nota dell’Ufficio Demanio Marittimo si chiede il calcolo dell’imposta regionale, che è in ragione del 10% dell’importo dovuto a titolo di canone, non sulla base dell’importo definito a seguito dell’entrata in vigore della norma transattiva contenuta nella legge di stabilità 2014, bensì sulla base dell’importo integrale iniziale, disinteressandosi del fatto che quel calcolo ormai non aveva più ragione di essere;
  • Ø in effetti, la Legge Regionale 23 giugno 2006, n. 17 “Disciplina della tutela e dell’uso della costa”, all’art. 18 dispone che: “Le concessioni sono soggette al pagamento del canone nella misura stabilita dalla normativa statale, incrementato del 10 per cento quale imposta regionale aggiuntiva”; l’art. 6 comma 1 della stessa legge, “è conferito ai Comuni costieri l’esercizio di tutte le funzioni amministrative relative alla materia del demanio marittimo…”;
  • Ø in base al combinato disposto dei due citati articoli, quindi, la Regione Puglia, ai fini                                                                                     procedimentali nei confronti del concessionario privato, non ha alcuna legittimazione a partecipare al procedimento;
  • Ø l’Ufficio regionale del Demanio Marittimo, è intervenuto in un iter procedimentale, praticamente concluso ai sensi di quanto disposto dalla c.d. Legge di stabilità 2014, senza interpellare gli avvocati dell’Ufficio legale della Regione, costituiti nei giudizi di accertamento promossi dai concessionari, che certamente avrebbero meglio consigliato il Dirigente regionale estensore della citata nota;
  • Ø il comportamento dell’Ufficio regionale del Demanio Marittimo, ha praticamente bloccato i procedimenti di definizione e rischia di far saltare le transazioni, con ogni conseguenza anche per la Regione Puglia, oltre che per i concessionari;
  • Ø la posizione assunta dall’Ufficio regionale appare tutt’altro che ragionevole, atteso che l’art. 18 comma 1 della L. R. 17/2006 dispone non già che l’imposta aggiuntiva regionale sia di una determinata entità, bensì che sia in ragione proporzionale (10%) del canone dovuto all’erario, come determinato dal Comune costiero competente eventualmente anche a seguito di accertamento giudiziale promosso dal concessionario e transazione come nel caso in esame;
  • Ø Non v’è necessità di alcuna ulteriore “copertura normativa” non venendo in alcun modo intaccata la portata della L.R. 17/2006 e, anzi v’è necessità di evitare che la Regione Puglia sia reputata responsabile della mancata definizione di controversie di tal guisa, con ogni conseguenza in ordine ad eventuali richieste risarcitorie.

Tutto ciò posto il sottoscritto Consigliere regionale, interroga il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore al Demanio e Patrimonio per chiedere:

  1. se sono a conoscenza della incomprensibile presa di posizione dell’Ufficio regionale del Demanio Marittimo, in merito all’applicazione della Legge  147/’13 (Legge di Stabilità) che prevede la possibilità di definire le controversie giudiziarie pendenti, in materia di canoni di concessione di demanio marittimo, attraverso una transazione disciplinata dalla stessa legge.
  2. Se ritengono opportuno far assumere correttamente alla Regione Puglia una posizione favorevole alla definizione delle controversie, ritenendo quale corretta ed unica base imponibile ai fini del calcolo dell’imposta regionale aggiuntiva al canone demaniale marittimo, l’importo risultante dalla definizione secondo l’art. 1 comma 732 L. 147/’13 e non, l’ormai inesistente importo ex L. 296/’06 contestato giudizialmente.

Dott. Nicola Marmo

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