Presentata una interrogazione a risposta scritta su: “avviso pubblico per il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa di biologo per l’espletamento delle attività di laboratorio presso il Centro di Procreazione Medica Assistita di Nardò”.

Prot. n.  30                                                                                                    Bari,  10 marzo 2014

Al Presidente del

Consiglio Regionale

S E D E

Oggetto: avviso pubblico per il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa di biologo per l’espletamento delle attività di laboratorio presso il Centro di Procreazione Medica Assistita di Nardò.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Premesso che:

  • con deliberazione n. 456 del 14 marzo 2013 il Direttore Generale della ASL di Lecce ha approvato un avviso pubblico per il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa di biologo per l’espletamento delle attività di laboratorio presso il Centro di Procreazione Medica Assistita presso l’U.O. di Fisiopatologia della riproduzione del P.O. n. 2;
  • l’avviso prevedeva la durata di sei mesi prorogabili e che, all’incaricato, sarebbe stata corrisposta la somma di € 2.500,00 lordi mensili quale quota forfettaria omnicomprensiva per le relative responsabilità ed adempimenti, compresa la crioconservazione di ovociti, seme ed embrioni. In aggiunta sarebbe stata corrisposta una quota di € 500,00 lorde per paziente per tecniche di secondo livello (FIVET-ICSI);
  • inoltre, l’avviso precisava che “Al Professionista non potrà comunque mensilmente essere corrisposta una somma superiore al trattamento economico di un Dirigente Biologo dipendente (€ 4.991,01), importo da considerare al lordo di qualsiasi ritenuta fiscale, previdenziale ed assistenziale.”;
  • con deliberazione n. 1285 del 19 luglio 2013, è stata nominata la Commissione esaminatrice dei partecipanti a detto avviso pubblico;
  • sono state presentate n. 8 istanze di partecipazione.
  • Che la revoca del bando primigeneo ha fattualmente denegato il diritto degli incolpevoli professionisti in parola e “ fatto perdere ai medesimi la chance” di essere sottoposti ad una corretta  selezione.

Osservato che:

  • con successiva deliberazione n. 2180 del 23 dicembre 2013, sempre del Direttore Generale della ASL di Lecce, si è provveduto alla revoca della precedente deliberazione n. 456 del 14 marzo 2013 ed all’indizione di un nuovo bando;
  • il nuovo bando, prevede questa volta:

a)            la durata dell’incarico per tre anni;

b)            la corresponsione della somma di € 2.500,00 lordi mensili, quale quota forfettaria omnicomprensiva per le relative responsabilità ed adempimenti, compresa la crioconservazione di ovociti, seme ed embrioni, ed  in aggiunta la corresponsione di   una quota di € 500,00 lorde per paziente per tecniche di secondo livello (FIVET-ICSI).

c)             Che il Direttore Generale della ASL/LE  si è determinato in tal senso prestando credito ad una nota del Dirigente Responsabile del Centro PMA di Nardò, il quale in questo avrebbe  esondato, inspiegabilmente, rispetto ai suoi poteri.

Considerato che:

  • nel primo bando (deliberazione n. 456 del 14 marzo 2013) fu stabilito un tetto massimo retributivo (€ 4.991,01), per evitare di fare percepire somme assurde all’incaricato, proprio considerando la somma aggiuntiva di € 500,00 lorde per paziente per tecniche di secondo livello;
  • nel secondo bando (deliberazione n. 2180 del 23 dicembre 2013), invece, non è previsto alcun limite al trattamento economico aggiuntivo, sempre di € 500,00 lorde per paziente per tecniche di secondo livello;
  • da notizie assunte da un articolo di stampa pubblicato su quotidiano Repubblica del 16 febbraio scorso, che si è occupato della questione, si apprende che nel corso dell’anno 2013 il centro di Nardò ha effettuato 271 cicli di primo e secondo livello;
  • non può non rilevarsi che questo dato, rapportato alla somma aggiuntiva di € 500,00 lorde per paziente per tecniche di secondo livello, porta ad una considerevole cifra (circa 130.000,00 € annui lordi), moltiplicata per tre anni, a favore dell’incaricato, oltre naturalmente alla retribuzione prevista dal bando.

Per tutto quanto sopra riportato, il sottoscritto Consigliere regionale interroga il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore alle Politiche della Salute per conoscere:

  1. se sono a conoscenza dell’operato del Direttore Generale della ASL di Lecce che ha approvato previamente un avviso pubblico per il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa di biologo, per l’espletamento delle attività di laboratorio presso il Centro di Procreazione Medica Assistita presso l’U.O. di Fisiopatologia della riproduzione del P.O. di Nardò, prevedendo un tetto massimo retributivo di 4.991,01 mensili, per poi revocarlo e riproporlo senza stabilire alcun tetto retributivo sul trattamento economico aggiuntivo. Circostanza questa mai riferita dal medesimo Direttore Generale già invocato a fornire chiarimenti sui fatti in altra sede e rispetto ad altri soggetti interroganti;
  2. se ritengono legittimo il comportamento del Direttore Generale della ASL di Lecce in uno a quello del Responsabile del Centro di PMA di Nardò sulla questione oggetto dell’interrogazione;
  3. se intendono intervenire sull’argomento per evitare, anche e soprattutto alla luce dei recenti tagli effettuati sulla spesa sanitaria, che  si concretizzi uno sconsiderato compenso a favore del futuro biologo del Centro PMA di Nardò.

Dott. Nicola Marmo

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